RIFLESSIONI ON LINE: "Ho dimenticato la password"

Avere un indirizzo e-mail mi è sembrato subito facile ed anche necessario. Me n’era stato assegnato già uno dall’azienda presso cui lavoro. Utile, soprattutto, per visionare il cedolino dello stipendio, appena giunge a darmi dolci notizie, poi durante l’attesa del lieto evento ed, infine, per riguardarlo con nostalgia quando lo stipendio è volato via. Devo ricordare, però, la password.
Mi sono sentita più moderna quando mia figlia mi ha creato un collegamento su Messenger.
Lei stessa mi ha assegnato una password ed un indirizzo; tra l’altro non “punto.it”, ma “punto.de”. Era in Germania in quel periodo. Mi sento così “europea”! Quante emoticon ci sono!! Anche sonore. Come mi diverto!
Ho mostrato la mia autonomia quando ho compiuto l’altro passo, quello su Skype e con la web ho potuto sorridere e fare mille smorfie ai gemellini di sette mesi. Ultimi nati in famiglia. Ma ho inserito la password ?
Posso controllare la situazione dei miei studi universitari in Studenti on line sul sito della mia cara , vecchia Università. E’ tutto scritto: esami, voti, pagamento tasse. Si ricordano ancora di me?
E se dimentico la password ? Mi cancelleranno? Per loro non esisterò più? Nooooooooo. Mi invieranno un’altra password al mio indirizzo e-mail. Ma per entrare lì, non devo dimenticare la password.
Come una ladra, entro anche di notte nella mia banca, ma mi è stato consigliato di cambiare spesso la password, per evitare che qualcuno la scopra e mi prosciughi il conto
Ne ho cambiate tante che prima di trovare quella giusta faccio tanti sforzi e tanti“giochi” di memoria che a confronto il sudoko è una barzelletta.
Con giovanile entusiasmo ho osato registrarmi in ben tre siti: due letterari ed uno militare.
Tanto per non cambiare: altre password ! Per i due siti letterari è facile capire la motivazione: mi piace scrivere, ma per quello “militare”? Non ci arrivereste mai! Ve lo confido.
Cercando su Google (Ah, come mi sento In) il nome di un caro zio, Ammiraglio della Marina Mercantile, che durante la guerra è stato sui sommergibili, ho trovato su un sito sue notizie, ma per visitare il sito ed entrare nel forum ho dovuto registrami. E l’ho fatto. Forse con l’ingenuità di chi, però, non è stupida, mi sono registrata con lo stesso nickname dei due siti letterari. Ho navigato, chattato nel forum. Ho letto, persino, lo stato di famiglia di mio zio. Ho ritrovato i miei cugini.
Ho scritto una mail al moderatore, che ho scoperto essere un fan del mio caro zio ammiraglio defunto. Certo, mi è sembrato un po’ strano quando ho letto gli auguri di Natale che mi sono giunti dai moderatori di questo sito di marinai e di rappresentanti della Marina, che immagino molto muscolosi, aitanti e maschi: “Le auguriamo Buon Natale, Comandante Favolamagica”.
Chissà quante risate si sono fatti! Ma tanto non mi conoscono! Vi avevo detto che nelle tre registrazioni avevo dato lo stesso nickname!
Ora, la tendenza di tanti è registrarsi su facebook. Lo ha fatto anche mio marito. Ecco, entro nel mondo di facebook con la sua password, che non devo assolutamente dimenticare. Trovo tanti volti: figli, nipoti, alunni e cognati. Partendo dal suo semplice elenco di trenta amici, mi trovo nella pagina di mia figlia; leggo il suo profilo. Trovo i suoi trecento amici. Curiosa, sfoglio quelle pagine, clicco su alcune di quelle foto sorridenti di una gioventù lucida e patinata. Mi assale un po’ di tristezza. Sono veramente tutti così felici? Ma la gente si sta “autoschedando”? Tutti gli schedati di facebook mostrano le loro foto. Finalmente, posso vedere quelle di Natale, che mia figlia ha già inserito a mia insaputa in un album. Ma se io non avessi voluto apparire al mondo di facebook con quel maglione e così spettinata? Le ordino di levare quelle foto. Rifiuto totale. Già critico facebook e mi ritrovo davanti anche la faccia sorridente di mio figlio che si è appena registrato e chiede di essere inserito nell’elenco degli amici. Accetto e gli ricordo che la cena è quasi pronta.
Al telegiornale, facebook fa già notizia. Il giornalista afferma che molti genitori si registrano per controllare le amicizie dei figli. Ma, cari genitori, ora che i figli lo sanno, ne sono ben contenti, perché vi fanno controllare quello che loro decidono che dobbiate visionare e sapere. L’elenco dei loro “amici” è rassicurante. Dopo la vostra supervisione, scoprite che sono tutti bravi ragazzi, alcuni sono anche figli dei vostri amici. Che bravo figliolo avete! Ora che potete tenere tutto sotto controllo, siete più soddisfatti e sereni. Non c’è motivo di preoccuparsi se vostro figlio torna a casa un po’ strano e si chiude in camera. Ma poi ne esce per andare in giardino. Ha lasciato il suo computer acceso. E’ la pagina della sua posta. Posta arrivata: quanti siti di viaggi. Posta inviata:
“x mario”. L’amico che non c’è più. Il ragazzo è in giardino. Lo chiamate. E’ sera. Fa freddo. “Ti ammali”. Velocemente aprite la mail e leggete, rileggete. Tornate alla pagina iniziale. Lui è ancora in giardino. Nel buio.
Ecco quello che potrebbe accadere, cari genitori.
Voi lo raggiungete in giardino, senza neanche coprirvi. E’ Gennaio. Fa freddo.
Volete parlare con lui, ma qual è la password ? Da tempo l’avete dimenticata e mentre state lì, fermi, intenti a ricordarle tutte, il ragazzo è immobile sotto il cono di luce della luna. Guarda in alto, in cielo. In quello stesso cielo infinito in cui Leopardi si sentiva dolcemente naufragare.
E mentre il mondo naviga su internet, c’è ancora un cielo che accoglie paternamente tutti quei giovani naufraghi ai quali non siamo stati capaci di lanciare un salvagente, lasciandoli soli mentre il titanico mondo sprofondava lentamente negli abissi.
Ecco le mie ultime riflessioni. Devo inviarle al giornale. Vado nella mia casella di posta elettronica.
E se un giorno dimenticassi tutte le password? Starei guardando il cielo.

Paola Testaferrata

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Commentaire de Paola Testaferrata le 24 août 2009 à 0:50
Chers Vincent e Vincenzina, merci pour avoir attentivement lu mon écrit. Mes réflexions naissent de l'avoir observé que nous "communiquons" souvent avec le monde virtuel d'Internet, mais pas avec nos membres de la famille. Aussi j'ai un po' de peur en l'utiliser du bacebook, en effet j'ai mis les photos seul depuis peu jours. (Vous excusez si je n'écris pas bien en français, mais je tâcherai d'améliorer).Je suis en train d'utiliser internet pour faire connaître BiBlu, mon lutin et pour publiciser un roman que j'ai écrit dont le titre est "La glace entre les dents".( Je suis en train de chercher un bon éditeur). Je vous remercie pour avoir gentiment commenté mon écrit - Il me fait plaire être dans votre site. Un cher salut, Paola
Commentaire de Vincenzina Pace le 23 août 2009 à 20:01
Dolceamaramente profondo, Paola. Condivido anche le osservazioni di Vincent; analoghe riflessioni facevo anni fa in un saggio dedicato al mondo e al linguaggio delle chat
Douceamer et profond en meme temps, Paola. Je partage aussi les observations de Vincent (ton troll sophiste n'est pas un cas isolé, j'ai connu son double italien, curieux comme ce type de problème se retrouve chez les "savants"...)sur la multiplication des identités je faisais des considérations analogues dans un essai dil y a quelques ans, dedié au monde et au langage des chatches (maintenant cet essai est la préface du roman de A.M.Soldini Incidente di persorso, Giraldi editore)
Commentaire de Vincent Mespoulet le 23 août 2009 à 19:21
Ton texte est amusant, Paola, merci. Je crois que tu "joues" beaucoup avec l'internet, tu joues à "cache-cache: des identités multiples, des doubles virtuels, des infiltrations dans des sites de militaires :). Pour la question des mots de passe oubliés, il faut bien savoir qu'un mot de passe n'est qu'une très faible protection. Un pseudo anonyme ne protège pas forcément son identité réelle. Pour ma part, je n'apprécie pas beaucoup Facebook, et je l'utilise assez peu, en tout cas, pas comme toi, en partie pour les raisons que tu indiques: je n'y mets pas de photos par exemple. Mais tout ce que tu écris sur ton usage familial de facebook est vraiment intéressant, notamment la façon dont il permet un contrôle des parents sur les enfants, et des enfants sur les parents :) . Je pourrais te raconter bien des histoires étranges sur la façon dont certaines personnes utilisent des doubles virtuels. J'ai ainsi connu un professeur de philosophie très célèbre en France qui s'était inventé un double avec lequel il dialoguait: c'était un peu pathétique, car la seule façon qu'il avait trouvé de communiquer, c'était donc avec lui-même: totalement schizophrénique. Il avait un comportement de troll sur un espace de discussion que j'avais créé il y a longtemps. Un méchant troll, pas un gentil elfe comme ton personnage...
Mais ce qu'il y a de plus beau dans ce que tu écris c'est:
Da tempo l’avete dimenticata e mentre state lì, fermi, intenti a ricordarle tutte, il ragazzo è immobile sotto il cono di luce della luna. Guarda in alto, in cielo. In quello stesso cielo infinito in cui Leopardi si sentiva dolcemente naufragare.
On en revient toujours à Léopardi, tôt ou tard...
Merci Paola :)

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